Filo d’Arianna

Il filo d’Arianna è una metafora con la quale si intende definire una via di uscita ad un problema. Nella mitologia greca, infatta, Arianna, innamoratasi del giovane Teseo, intenzionato ad uccidere il mostro Minotauro all’interno di un labirinto, lo aiutò, dandogli in mano un gomitolo di lana, grazie al quale il giovane, ucciso il mostro, riuscì a trovare la via d’uscita.

Questa pagina, richiamando la metafora di cui alla mitologia greca, vuole aiutare gli studenti a trovare un “filo d’Arianna” per orientarsi nello studio dell’economia e della gestione delle imprese e non perdersi nel labirinto. Di volta in volta verranno pubblicate alcune chiavi di lettura per interpretare più correttamente sia l’architettura complessiva del corso sia i temi specifici discussi in aula o nel libro di testo.

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Ad esempio, dando uno sguardo all’architettura complessiva del corso, si evince subito la sua articolazione in tre moduli che affrontano, in sequenza logica, le decisioni imprenditoriali in rapporto sia agli obiettivi che l’impresa si pone sia al contesto in cui si trova ad operare. Un’impresa (sia essa una grande che una piccola azienda o una multinazionale; sia essa un’impresa di servizi, commerciale o di produzione; sia essa un’impresa che vende ai consumatori finali o ad altre imprese; sia essa pubblica o privata, etc.) è una unità sociale del tessuto socio-economico in cui agiscono, oltre ad altre imprese, individui, famiglie ed istituzioni. E’ fondamentale, pertanto, cogliere sempre un doppio livello di analisi. Le decisioni imprenditoriali (ad esempio, quella di operare in uno solo mercato, o di operare su più mercati; quella di vendere ai consumatori finali o ad altre imprese; quella di agire in ambito domestico o nei mercati internazionali; etc..) sono sempre riconducibili tanto all’interno quanto all’esterno dell’impresa. All’interno, bisogna tener in considerazione cosa un’impresa vuol fare e come vuol farlo, quali finalità i suoi organi di governo si propongono di raggiungere, come intende competere nei mercati, e così via. In questa prospettiva, sono fondamentali le risorse di cui l’impresa dispone e le altre che, ove non disponibili, possono essere acquisite o condivise con altre imprese. All’esterno, si deve considerare – a partire da una rappresentazione del contesto (business, mercato, settore) – cosa fanno le altre imprese, come competono, quali fattori utilizzano per competere, se vi sono condizioni esterne che facilitano o rallentano la competitività, etc. In questa prospettiva, è fondamentale conoscere i confini del cosiddetto “settore”.

Uno strumento per interpretare più efficacemente la competitività di un’impresa, sia all’interno che all’esterno dei suoi confini aziendali, è la  catena del valore, cui si associa il sistema del valore. Il tema verrà affrontato alla fine del II modulo ma costituisce sicuramente una “cerniera” fra i contenuti del I e II modulo e quelli del III. In quest’ultimo modulo, infatti, si analizzano le cosiddette “strategie di corporate” valutando per un’impresa se, come e quanto  decide di svolgere al proprio interno tutte le attività aziendali (integrazione verticale); se, come e quanto decide di operare con uno o più prodotti su uno o più mercati (diversificazione e gestione del portafoglio business); se, come e quanto  decide di operare all’estero, sia per l’approvvigionamento che per lo sbocco delle sue produzioni; se tali scelte sono svolte o meno in partnership con altre imprese (accordi di collaborazione).

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